FE(DI)²xA: comprendere l’arte generativa nel mondo quotidiano delle immagini
Un dispositivo euristico per osservare, generare, confrontare e interpretare
Ogni giorno entriamo in contatto con un flusso quasi continuo di immagini. Le incontriamo nei social media, nella pubblicità, nell’informazione, nel cinema, nelle serie televisive, nei videogiochi, negli archivi personali e nelle comunicazioni istituzionali. A queste immagini si aggiungono oggi quelle prodotte o trasformate attraverso sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Le immagini non si limitano a rappresentare la realtà. Contribuiscono a organizzare la memoria, il desiderio, il gusto, le aspettative, gli stereotipi e le modalità attraverso cui interpretiamo noi stessi e gli altri.
L’arte generativa deve quindi essere osservata all’interno di questa più ampia ecologia visuale.
Da questa esigenza nasce FE(DI)²xA – Fluid Heuristic Digital Dispositive for Art, un dispositivo ideato da Stigmamente APS per sostenere la comprensione dei processi di generazione delle immagini e delle loro relazioni con il mondo visuale al quale siamo quotidianamente esposti.
Che cos’è FE(DI)²xA
FE(DI)²xA non è semplicemente uno strumento per produrre immagini attraverso l’intelligenza artificiale.
È un dispositivo euristico, cioè un percorso aperto di esplorazione, osservazione e formulazione di domande. Il suo obiettivo è rendere più leggibili le relazioni che si creano tra:
- disegni e immagini iniziali;
- prompt e istruzioni testuali;
- memorie individuali;
- cultura e storia delle immagini;
- modelli generativi e loro funzionamento;
- decisioni, selezioni e correzioni operate dall’autore;
- interpretazioni formulate dal pubblico;
- contesti sociali nei quali l’immagine viene diffusa.
L’immagine generativa non viene considerata come un oggetto isolato o come il risultato automatico di un algoritmo. Viene interpretata come la traccia provvisoria di un processo distribuito, nel quale intervengono molteplici forme di agency.
L’autore propone, seleziona, modifica e interpreta. Il sistema generativo rielabora materiali e correlazioni apprese. Il prompt orienta il processo senza determinarlo completamente. Le immagini di partenza introducono forme, segni e caratteristiche specifiche. Il pubblico attribuisce significati ulteriori al risultato.
Dall’esposizione alla consapevolezza
FE(DI)²xA può essere sintetizzato attraverso cinque movimenti principali:
1. Vedere
Il percorso parte dalle immagini che incontriamo ogni giorno. Osservare significa riconoscere che nessuna produzione visuale nasce in uno spazio vuoto.
2. Generare
Disegni, fotografie, parole e prompt vengono utilizzati per attivare un processo generativo. La generazione non rappresenta la conclusione del percorso, ma una delle sue fasi.
3. Confrontare
Le immagini prodotte vengono messe in relazione con le fonti iniziali, con le diverse iterazioni e con altri riferimenti appartenenti alla cultura visuale.
4. Riflettere
Il partecipante viene invitato a interrogarsi sulle trasformazioni avvenute, sulle scelte compiute, sugli elementi rimasti riconoscibili e su quelli introdotti dal sistema.
5. Comprendere
Il risultato finale non consiste soltanto in una nuova immagine, ma in una maggiore consapevolezza dei processi che partecipano alla sua costruzione.
Le domande di FE(DI)²xA
Il dispositivo può aiutare artisti, studenti, educatori, ricercatori e partecipanti ai laboratori a formulare alcune domande fondamentali:
- Da quali immagini e riferimenti deriva il risultato?
- Quale ruolo ha svolto il prompt?
- Quali elementi dell’immagine iniziale sono rimasti riconoscibili?
- Quali trasformazioni sono state introdotte dal sistema?
- In quale modo le decisioni dell’autore hanno orientato il processo?
- Quali stereotipi, pregiudizi o rappresentazioni culturali possono essere presenti?
- Come cambia l’interpretazione dell’immagine tra pubblici differenti?
- Dove si colloca l’autorialità in un processo di co-creazione umano–AI?
- Quali responsabilità emergono nella produzione e nella diffusione dell’immagine?
FE(DI)²xA non offre risposte automatiche a queste domande. Offre una struttura per renderle osservabili, discutibili e documentabili.
Arte generativa e cultura visuale
Una parte essenziale del dispositivo riguarda il rapporto tra arte generativa e immagini quotidiane.
I sistemi generativi non producono immagini indipendenti dalla cultura. Le loro elaborazioni dialogano, direttamente o indirettamente, con patrimoni visuali, stili, generi, iconografie e convenzioni già esistenti.
Anche le persone che utilizzano questi sistemi portano con sé un proprio archivio di immagini, ricordi, preferenze e riferimenti culturali.
FE(DI)²xA permette quindi di osservare l’immagine generativa come punto di incontro tra:
- cultura visuale;
- esperienza individuale;
- processi algoritmici;
- intenzionalità autoriale;
- interpretazione sociale.
Questa prospettiva può contribuire a evitare due letture opposte ma ugualmente riduttive: l’idea che l’intelligenza artificiale produca immagini in completa autonomia e l’idea che il sistema sia soltanto uno strumento neutrale completamente controllato dall’autore.
Possibili applicazioni nei progetti europei
FE(DI)²xA può essere integrato in attività educative, culturali e di ricerca previste da programmi europei come Erasmus+ e Horizon Europe.
Nei progetti Erasmus+ può sostenere:
- laboratori di media literacy;
- educazione critica all’intelligenza artificiale;
- percorsi di apprendimento non formale;
- attività con giovani e adulti;
- formazione di educatori e professionisti;
- laboratori di arte partecipativa;
- attività inclusive basate sulla comunicazione visuale;
- produzione di diari visivi e materiali di disseminazione.
Nei progetti Horizon Europe può contribuire a:
- ricerche sulla co-creazione umano–AI;
- studi sull’autorialità e sul lavoro creativo;
- analisi delle rappresentazioni sociali;
- sperimentazioni nei living lab;
- ricerca partecipativa con artisti, cittadini e gruppi vulnerabili;
- studio degli stereotipi presenti nelle immagini generate;
- sviluppo di metodologie di innovazione responsabile;
- documentazione visuale dei processi di ricerca.
Il valore del dispositivo non consiste soltanto nella produzione di output visuali. Risiede soprattutto nella possibilità di documentare il processo, confrontare le iterazioni e trasformare l’esperienza creativa in uno spazio di apprendimento, ricerca e riflessione critica.
Immagini, inclusione e neurodiversità
La dimensione visuale può offrire modalità di partecipazione differenti rispetto alla sola comunicazione verbale.
Per questa ragione FE(DI)²xA può essere sperimentato anche in percorsi che coinvolgono persone neurodivergenti o partecipanti con stili comunicativi differenti.
Non si assume che l’immagine costituisca automaticamente uno strumento accessibile o terapeutico. La sua efficacia dipende dal contesto, dalle modalità di facilitazione, dalle caratteristiche dei partecipanti e dalle condizioni etiche del progetto.
Il dispositivo può tuttavia sostenere attività nelle quali immagini, disegni, trasformazioni visuali e narrazioni diventano strumenti per:
- esprimere esperienze difficili da comunicare verbalmente;
- confrontare differenti interpretazioni;
- osservare il rapporto tra immagine e identità;
- discutere stigma e rappresentazioni sociali;
- valorizzare forme differenti di immaginazione e partecipazione.
Un’immagine non è soltanto un risultato
FE(DI)²xA propone di spostare l’attenzione dall’immagine finale al sistema di relazioni che l’ha resa possibile.
Ogni immagine generativa può essere osservata come il risultato temporaneo dell’interazione tra fonti visuali, prompt, modelli, scelte, interpretazioni e contesti.
Comprendere queste relazioni significa sviluppare una maggiore consapevolezza non soltanto dell’intelligenza artificiale, ma dell’intero ambiente visuale nel quale viviamo.
FE(DI)²xA aiuta a passare dall’esposizione alle immagini alla comprensione delle immagini.
Un progetto di Stigmamente APS.
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