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Un modello di buona pratica europea: il job shadowing nella salute mentale




Apprendimento sul luogo di lavoro, confronto tra sistemi sanitari e cooperazione tra Belgio e Italia

Come si sviluppano nuove competenze in una professione complessa come quella della salute mentale?

La formazione continua non avviene soltanto attraverso lezioni, corsi e manuali. Una parte essenziale dell’apprendimento degli adulti nasce dall’osservazione del lavoro reale, dal confronto tra colleghi e dalla possibilità di conoscere servizi, pratiche e culture organizzative differenti.

Su questo principio si è basata l’esperienza di job shadowing Erasmus+ realizzata dall’11 al 13 maggio 2026 presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia, che ha accolto quattro professionisti provenienti dal Centre Neuro Psychiatrique Saint-Martin, in Belgio.

La mobilità ha coinvolto tre infermieri e un educatore professionale ed è stata organizzata nell’ambito di due percorsi Erasmus+ nel settore dell’istruzione e formazione professionale:

  • Job Shadowing F15, progetto Erasmus+ 2024-1-BE01-KA121-VET-000200268;

  • Job Shadowing F21, progetto Erasmus+ 2025-1-BE01-KA121-VET-000315393.

L’organizzazione di invio è stata il Centre Neuro Psychiatrique Saint-Martin, con sede nell’area di Namur. L’organizzazione di accoglienza è stata il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia.

Stigmamente APS – Arte, Media e Psichiatria ha contribuito alla promozione dell’iniziativa, alle attività formative e culturali e alla disseminazione dei risultati, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione sociale, dello stigma, della neurodiversità e delle dinamiche di gruppo.


Perché il job shadowing è educazione degli adulti

Il job shadowing non è una semplice visita istituzionale.

È una metodologia di apprendimento sul luogo di lavoro attraverso la quale un professionista adulto entra temporaneamente in un’organizzazione diversa dalla propria, osserva le attività quotidiane, dialoga con le équipe e confronta modelli operativi e culture professionali.

Il partecipante diventa contemporaneamente:

  • osservatore delle pratiche;

  • interlocutore dei professionisti ospitanti;

  • soggetto attivo del proprio apprendimento;

  • mediatore tra differenti sistemi organizzativi;

  • possibile promotore di innovazione nella propria organizzazione.

L’apprendimento deriva quindi dall’interazione tra quattro azioni fondamentali:

  1. osservare il lavoro nel contesto reale;

  2. confrontare pratiche e modelli differenti;

  3. riflettere criticamente su quanto osservato;

  4. trasferire gli apprendimenti nel proprio ambiente professionale.

Nella salute mentale questa metodologia assume un valore particolare. La qualità dell’assistenza dipende infatti non soltanto dalle competenze cliniche, ma anche dal funzionamento delle équipe, dal linguaggio utilizzato, dalla relazione con le famiglie, dalla cultura organizzativa e dalle rappresentazioni sociali della sofferenza psichica.

Conoscere un altro sistema sanitario permette di comprendere meglio anche il proprio.

Il bisogno formativo

I servizi europei di salute mentale condividono molte finalità, ma operano all’interno di sistemi sanitari, sociali e culturali differenti.

Per i professionisti adulti è quindi importante poter:

  • conoscere diversi modelli assistenziali;

  • osservare le modalità di accoglienza e presa in carico;

  • confrontare il ruolo delle differenti figure professionali;

  • comprendere il funzionamento delle équipe multidisciplinari;

  • approfondire i percorsi relativi all’autismo e ai disturbi del neurosviluppo;

  • osservare l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica nelle situazioni acute;

  • analizzare le dinamiche di inclusione ed esclusione;

  • riconoscere l’influenza dello stigma nei contesti sanitari e sociali;

  • individuare pratiche trasferibili nel proprio ambiente di lavoro.

Il programma ha risposto a questi bisogni attraverso tre giornate nelle quali l’osservazione professionale è stata integrata con formazione, confronto tra pari, riflessione e conoscenza del territorio.

Gli obiettivi di apprendimento

I Learning Agreement dei due percorsi hanno individuato tre principali aree formative.

Conoscenze e comprensione

I partecipanti erano chiamati ad approfondire:

  • la struttura e l’organizzazione dei servizi italiani di salute mentale;

  • i percorsi clinici e riabilitativi relativi all’autismo e ai disturbi del neurosviluppo;

  • i principi dell’assistenza psichiatrica acuta;

  • i concetti di pregiudizio, stereotipo, stigma e discriminazione.

Competenze pratiche e professionali

Le attività miravano a rafforzare la capacità di:

  • osservare e interpretare processi clinici e organizzativi;

  • interagire con équipe multidisciplinari;

  • utilizzare strumenti di osservazione nei contesti professionali;

  • analizzare le dinamiche di inclusione ed esclusione;

  • riconoscere pratiche potenzialmente trasferibili.

Competenze trasversali

Il job shadowing ha sostenuto anche lo sviluppo di:

  • comunicazione interculturale;

  • adattabilità;

  • pensiero critico;

  • ascolto attivo;

  • collaborazione professionale;

  • integrazione tra prospettiva clinica, educativa e sociale;

  • capacità di riflettere sulle proprie pratiche;

  • condivisione degli apprendimenti con i colleghi.

La struttura pedagogica della buona pratica

L’esperienza è stata costruita combinando differenti metodologie dell’educazione degli adulti.

Osservazione sul luogo di lavoro

I partecipanti hanno seguito attività, briefing, percorsi organizzativi e momenti di confronto professionale all’interno di servizi reali.

Apprendimento tra pari

Il dialogo con gli operatori italiani ha permesso di confrontare esperienze, ruoli e modalità di intervento.

Formazione teorico-pratica

Le attività osservate durante le mattine sono state collegate a moduli pomeridiani dedicati all’inclusione, allo stigma, agli strumenti di indagine e alle dinamiche di gruppo.

Riflessione critica

I partecipanti sono stati invitati a interpretare le pratiche osservate, individuando analogie, differenze e possibili elementi trasferibili.

Apprendimento interculturale

La conoscenza del territorio, la socializzazione e il confronto informale hanno favorito lo sviluppo di competenze linguistiche, culturali e relazionali.

Disseminazione

Le testimonianze audiovisive e la comunicazione realizzata nei due Paesi hanno trasformato l’esperienza dei partecipanti in una risorsa accessibile a una comunità professionale più ampia.


Prima giornata: servizi, accoglienza e linguaggio dell’inclusione

La prima giornata, svolta a Foggia, è stata dedicata alla conoscenza del Dipartimento di Salute Mentale e dei suoi processi organizzativi.

Le attività hanno compreso:

  • introduzione alla struttura del DSM;

  • osservazione dei processi di accoglienza;

  • conoscenza dei percorsi assistenziali;

  • partecipazione ai briefing di équipe;

  • confronto con differenti figure professionali.

Nel pomeriggio è stato realizzato un modulo formativo sul linguaggio dell’inclusione, dedicato a:

  • pregiudizio;

  • stereotipo;

  • stigma;

  • discriminazione.

Il modulo ha mostrato come le parole e le rappresentazioni sociali possano influenzare la relazione di cura.

Il linguaggio non è infatti un elemento secondario dell’assistenza: può favorire riconoscimento, partecipazione e dignità oppure rafforzare distanza, etichettamento ed esclusione.

Seconda giornata: autismo, neurodivergenze e strumenti di osservazione

La seconda giornata è stata dedicata alla Neuropsichiatria Infantile e al Centro per l’Autismo del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia.

I partecipanti hanno approfondito:

  • l’organizzazione dei percorsi dedicati all’autismo;

  • i processi diagnostici;

  • le attività riabilitative;

  • il lavoro multidisciplinare;

  • la personalizzazione degli interventi;

  • la relazione tra servizi e famiglie.

Nel pomeriggio si è svolta una formazione sugli strumenti per lo studio dell’inclusione, comprendente:

  • questionari e scale;

  • metodi qualitativi;

  • metodi quantitativi;

  • osservazione delle rappresentazioni sociali;

  • introduzione allo StigmaQuest.

Questa attività ha collegato l’osservazione professionale alla possibilità di analizzare atteggiamenti, stereotipi e processi di stigmatizzazione attraverso strumenti strutturati.

Terza giornata: psichiatria acuta e dinamiche di gruppo

La terza giornata si è svolta presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Manfredonia.

Le attività hanno riguardato:

  • osservazione dell’assistenza psichiatrica nelle situazioni acute;

  • ruolo dell’infermiere nel servizio ospedaliero;

  • briefing clinico;

  • gestione delle situazioni di crisi;

  • organizzazione del lavoro;

  • collaborazione tra differenti figure professionali.

Il modulo formativo pomeridiano è stato dedicato alle dinamiche di gruppo e ai processi di inclusione ed esclusione.

Il confronto ha evidenziato che l’inclusione non riguarda soltanto la relazione tra servizio e persona assistita. Riguarda anche:

  • la comunicazione interna;

  • la distribuzione dei ruoli;

  • il senso di appartenenza;

  • la partecipazione ai processi decisionali;

  • la qualità delle relazioni professionali.

Le attività applicative hanno beneficiato anche della collaborazione dell’associazione Foggia FUN, impegnata in attività realizzate in raccordo con il Dipartimento di Salute Mentale.

L’importanza del contesto culturale

Il programma ha previsto momenti dedicati alla conoscenza del patrimonio culturale e alla socializzazione.

Questa componente non è stata considerata accessoria.

Nell’educazione degli adulti, l’apprendimento interculturale si sviluppa anche attraverso le relazioni informali, la vita quotidiana, il confronto linguistico e la conoscenza del contesto nel quale i servizi operano.

I momenti culturali hanno favorito:

  • la costruzione della fiducia;

  • la conoscenza reciproca;

  • il dialogo tra culture professionali;

  • lo sviluppo delle competenze relazionali;

  • la creazione di legami utili a future collaborazioni.

Il riconoscimento istituzionale

Secondo quanto evidenziato nella comunicazione istituzionale dell’ASL Foggia, l’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto tra sistemi sanitari europei e di condivisione delle pratiche professionali nell’ambito della salute mentale.

Questo riconoscimento rafforza il valore del job shadowing come metodologia di apprendimento degli adulti capace di integrare osservazione sul campo, confronto tra pari, sviluppo delle competenze e trasferimento delle buone pratiche.

Le informazioni e le dichiarazioni istituzionali complete sono disponibili nella comunicazione pubblicata sul portale Sanità Puglia – ASL Foggia:

Cooperazione europea e formazione professionale

Una disseminazione rispettosa della privacy

La comunicazione di un progetto realizzato in ambito sanitario richiede particolare attenzione alla dignità e alla riservatezza delle persone assistite.

Per motivi di privacy non è stato possibile documentare attraverso immagini o riprese le attività cliniche e assistenziali svolte direttamente nei servizi.

La disseminazione audiovisiva ha quindi privilegiato le opinioni e le riflessioni dei partecipanti, raccolte al termine del percorso.

Questa scelta ha permesso di raccontare:

  • le competenze acquisite;

  • le differenze e le somiglianze tra i sistemi sanitari;

  • il valore culturale dell’esperienza;

  • le percezioni dei partecipanti;

  • il significato professionale della mobilità.

Allo stesso tempo, ha evitato di mostrare utenti, colloqui, procedure cliniche, ambienti sensibili o informazioni sanitarie.

La tutela della privacy non ha quindi limitato la disseminazione. Ha favorito una modalità narrativa più responsabile, centrata sull’apprendimento e sulla voce dei professionisti.

Le parole dei protagonisti

Il video realizzato da Stigmamente raccoglie le opinioni dei quattro partecipanti belgi e una riflessione conclusiva dell’organizzazione che ha promosso e accompagnato l’esperienza.

Audrey — 00:19–00:38

«È stata un’esperienza bellissima: ottima organizzazione, molte scoperte e una grande accoglienza. Tutto è stato davvero positivo. Consiglio a tutti di vivere un’esperienza come questa.»

La sua testimonianza evidenzia il ruolo dell’accoglienza e della qualità organizzativa nel favorire l’apprendimento.

Benjamin — 00:39–00:58

«È stata un’esperienza davvero straordinaria da vivere e la raccomando a tutti.»

La valutazione sottolinea l’impatto positivo della mobilità e la disponibilità a promuoverla presso altri professionisti.

Julie — 00:59–01:34

«Ho partecipato a questo Erasmus con l’obiettivo di conoscere il sistema sanitario di un altro Paese europeo. A Foggia e Manfredonia abbiamo potuto visitare diverse strutture dedicate, tra l’altro, all’autismo e alla psichiatria acuta. Consiglio questa esperienza perché rappresenta uno scambio molto interessante sia dal punto di vista culturale sia da quello professionale.»

La sua testimonianza collega l’osservazione dei servizi al confronto tra sistemi sanitari europei.

Morgane — 01:35–02:15

«Questa esperienza mi ha permesso di incontrare molte persone e di conoscere diverse strutture sanitarie del territorio. Abbiamo parlato di autismo e del modo in cui vengono concepiti i percorsi di cura nel sistema della salute mentale. È stata un’esperienza molto arricchente, che auguro a tutti di poter realizzare.»

Il suo intervento richiama il valore dell’incontro con i professionisti e del confronto tra differenti modelli di cura.

Luigi — 02:16–03:44

«Stigmamente ha proposto al Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia la realizzazione di un’attività di job shadowing nell’ambito delle opportunità europee. Il Dipartimento e il servizio dedicato all’autismo hanno accolto la proposta con disponibilità e interesse. È stato così possibile realizzare un primo scambio con il Centre Neuro Psychiatrique Saint-Martin, una struttura belga dedicata alla psichiatria, alla neuropsichiatria infantile e alla riabilitazione.»

L’intervento ricostruisce la nascita della collaborazione e sottolinea la volontà di proseguire le attività dedicate alla prevenzione, alla salute mentale, alla neurodiversità e alla cooperazione europea.

Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Stigmamente:

Le parole dei protagonisti del progetto Erasmus+ Job Shadowing

Le interviste come valutazione qualitativa

Le testimonianze non costituiscono soltanto un prodotto di comunicazione.

Possono essere considerate anche uno strumento di valutazione qualitativa, perché permettono di riconoscere gli aspetti dell’esperienza ritenuti più significativi dai partecipanti.

Dalle interviste emergono alcuni elementi comuni:

  • qualità dell’accoglienza;

  • efficacia dell’organizzazione;

  • interesse verso i servizi visitati;

  • valore del confronto tra sistemi;

  • crescita culturale e professionale;

  • conoscenza dei percorsi relativi all’autismo;

  • osservazione della psichiatria acuta;

  • disponibilità a raccomandare l’esperienza.

Le voci dei partecipanti integrano quindi la valutazione formale prevista dai Learning Agreement e restituiscono la dimensione vissuta dell’apprendimento.

I risultati della buona pratica

L’esperienza ha favorito:

  • una maggiore conoscenza del sistema italiano di salute mentale;

  • l’osservazione di differenti contesti clinici e organizzativi;

  • il confronto tra pratiche infermieristiche ed educative;

  • l’approfondimento dei percorsi per l’autismo;

  • la comprensione dell’assistenza psichiatrica acuta;

  • lo sviluppo di competenze interculturali;

  • una maggiore consapevolezza dei processi di stigma;

  • la riflessione sulle dinamiche di gruppo;

  • la costruzione di relazioni professionali europee;

  • l’individuazione di pratiche da discutere e adattare nelle organizzazioni di provenienza.

Un risultato particolarmente importante riguarda il passaggio dall’apprendimento individuale all’apprendimento organizzativo.

Le conoscenze acquisite durante la mobilità possono essere condivise con i colleghi, integrate nelle attività formative interne e utilizzate come base per nuovi percorsi professionali e progettuali.

Valutazione e riconoscimento degli apprendimenti

I Learning Agreement hanno previsto:

  • incontri conclusivi con i partecipanti;

  • autovalutazione;

  • questionari sugli apprendimenti;

  • valutazione delle competenze tecniche;

  • analisi delle competenze culturali e trasversali;

  • valutazione della soddisfazione;

  • confronto tra organizzazione di invio e organizzazione ospitante;

  • monitoraggio delle attività di disseminazione.

I criteri indicati comprendono:

  • pertinenza;

  • efficacia;

  • efficienza;

  • impatto;

  • sostenibilità.

Questa impostazione permette di valutare non soltanto la realizzazione delle attività, ma anche la loro capacità di produrre cambiamenti nei professionisti e nelle organizzazioni.

La disseminazione in Italia e in Belgio

La disseminazione è stata sviluppata nei due Paesi coinvolti.

In Italia, l’esperienza è stata raccontata attraverso:

  • la comunicazione istituzionale dell’ASL Foggia;

  • i canali di Stigmamente APS;

  • il video con le testimonianze;

  • le reti professionali e associative;

  • la pubblicazione della buona pratica su EPALE.

In Belgio, la mobilità è stata diffusa attraverso MentalNet.EU, mediante una pubblicazione su Facebook e la condivisione su LinkedIn.

La comunicazione belga è consultabile qui:

Disseminazione MentalNet.EU su Facebook

L’utilizzo coordinato di canali istituzionali, social network professionali e contenuti audiovisivi ha consentito di raggiungere pubblici differenti:

  • operatori sanitari;

  • educatori;

  • formatori;

  • organizzazioni sociosanitarie;

  • associazioni;

  • potenziali partner europei.

La disseminazione è diventata così una prosecuzione dell’apprendimento: l’esperienza dei quattro partecipanti è stata trasformata in una risorsa disponibile per una comunità professionale più ampia.

Perché rappresenta una buona pratica

L’esperienza può essere considerata un modello di buona pratica perché integra in modo coerente:

  1. apprendimento sul luogo di lavoro, attraverso l’osservazione di contesti reali;

  2. apprendimento riflessivo, attraverso il confronto e la rielaborazione;

  3. apprendimento tra pari, attraverso il dialogo tra professionisti;

  4. apprendimento interculturale, attraverso la mobilità europea;

  5. formazione tematica, dedicata a stigma, inclusione e dinamiche di gruppo;

  6. tutela etica, attraverso una disseminazione rispettosa della privacy;

  7. valutazione, attraverso strumenti formali e testimonianze qualitative;

  8. trasferibilità, attraverso la possibilità di adattare il modello ad altri servizi;

  9. sostenibilità, attraverso il mantenimento della rete;

  10. valore europeo, attraverso il confronto tra differenti sistemi sanitari.

Trasferibilità del modello

Il modello può essere replicato attraverso una sequenza essenziale:

  1. analisi dei bisogni formativi;

  2. definizione condivisa degli obiettivi;

  3. selezione dei partecipanti;

  4. predisposizione del Learning Agreement;

  5. scelta dei servizi da osservare;

  6. collegamento tra osservazione e formazione;

  7. tutoraggio durante la mobilità;

  8. riflessione conclusiva;

  9. valutazione degli apprendimenti;

  10. disseminazione e trasferimento.

La metodologia può essere adattata a diversi settori:

  • salute mentale;

  • autismo e neurodivergenze;

  • disabilità;

  • servizi sociali;

  • riabilitazione;

  • assistenza agli anziani;

  • formazione sanitaria;

  • inclusione lavorativa;

  • educazione degli adulti in condizioni di vulnerabilità.

Condizioni per la replicabilità

Per riprodurre efficacemente la buona pratica è importante:

  • collegare il programma ai profili professionali dei partecipanti;

  • coinvolgere attivamente le équipe ospitanti;

  • evitare visite esclusivamente protocollari;

  • prevedere momenti di osservazione reale;

  • integrare teoria e pratica;

  • sostenere la riflessione individuale e collettiva;

  • garantire la tutela della privacy;

  • predisporre strumenti di valutazione;

  • programmare la disseminazione;

  • mantenere i rapporti dopo la mobilità.

Sostenibilità e sviluppi futuri

La sostenibilità dipende dalla capacità di mantenere attive le relazioni costruite durante la mobilità.

Tra le possibili attività successive:

  • nuovi job shadowing;

  • mobilità reciproche;

  • incontri online tra équipe;

  • webinar;

  • scambio di strumenti formativi;

  • approfondimenti sull’autismo;

  • confronti sulla psichiatria di comunità;

  • iniziative contro stigma e discriminazione;

  • ricerca comparativa;

  • nuove progettazioni Erasmus+.

Il job shadowing non termina quindi con il ritorno dei partecipanti nel proprio Paese. Continua nella rielaborazione dell’esperienza, nel trasferimento delle conoscenze e nella costruzione di una comunità europea di pratiche.

Conclusioni

Il job shadowing realizzato tra Belgio e Italia mostra come Erasmus+ possa sostenere una forma concreta e trasformativa di educazione degli adulti.

La buona pratica non consiste soltanto nella mobilità di alcuni professionisti. Il suo valore nasce dalla capacità di trasformare il viaggio in un processo composto da osservazione, dialogo, riflessione, valutazione e trasferimento.

Osservare il lavoro degli altri non significa copiarlo. Significa utilizzarlo come uno specchio attraverso il quale rileggere criticamente il proprio sistema e immaginare possibili miglioramenti.

Nella salute mentale, dove competenze cliniche, dimensione sociale e qualità delle relazioni sono profondamente intrecciate, questo approccio può contribuire alla costruzione di servizi più aperti, inclusivi e consapevoli.

Il job shadowing diventa così non soltanto una metodologia formativa, ma uno strumento di cooperazione europea e di sviluppo organizzativo.

Le organizzazioni interessate a realizzare esperienze di job shadowing nel campo della salute mentale presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia possono avviare un confronto per costruire nuove opportunità di osservazione professionale, formazione e cooperazione europea.

Organizzazioni coinvolte

Organizzazione di invio
Centre Neuro Psychiatrique Saint-Martin, Belgio

Organizzazione di accoglienza
Dipartimento di Salute Mentale – ASL Foggia, Italia

Collaborazione alla formazione, alle attività culturali e alla disseminazione
Stigmamente APS – Arte, Media e Psichiatria

Collaborazione alle attività applicative
Foggia FUN

Parole chiave

Educazione degli adulti; job shadowing; apprendimento sul luogo di lavoro; Erasmus+; formazione professionale; salute mentale; autismo; neurodiversità; psichiatria; inclusione sociale; apprendimento tra pari; competenze interculturali; contrasto allo stigma; buona pratica; cooperazione europea; mobilità professionale.

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