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Educazione degli adulti, occupazione e inclusione dei Rom (Ka210): un’indagine sulle percezioni sociali collettive

 

Educazione degli adulti, occupazione e inclusione dei Rom: un’indagine sulle percezioni sociali collettive

Nell’ambito dell’implementazione del progetto Erasmus+ KA210-ADU “Educational Perspectives: Understanding the Needs of Adult Roma”, finanziato attraverso l’Agenzia Nazionale Tempus della Serbia, l’Associazione Stigmamente – Arte, Media e Psichiatria sullo Stigma e la Diversità partecipa come partner italiano alle attività di ricerca, sensibilizzazione e raccolta dati sui bisogni educativi, sociali e occupazionali degli adulti Rom.

Link al questionario

Il questionario è disponibile online al seguente link:

https://forms.gle/NyLtAThKxGRmjgA87

La compilazione è anonima. L’indagine  intende contribuire a una riflessione europea condivisa sul rapporto tra educazione degli adulti, lavoro, inclusione (ka210) e percezioni sociali collettive (add on a cura di Stigmamente Centro Studi sulle diversità fragili, NCDs e Medical Humanities).  Il questionario invita ciascun Stakeholder partecipante a osservare il proprio ambiente e a contribuire a una lettura più consapevole degli stereotipi, delle distanze e delle possibilità di cambiamento.



Il progetto nasce dalla collaborazione tra quattro organizzazioni partner europee:

  • ROMAG – Serbia, coordinatore del progetto;
  • T.C. Eskişehir Aile ve Sosyal Hizmetler İl Müdürlüğü – Turchia;
  • Agrupamento de Escolas Martim de Freitas / AEMF – Portogallo;
  • Associazione Stigmamente – Arte, Media e Psichiatria sullo Stigma e la Diversità – Italia.

Per l’Italia, Stigmamente contribuisce al progetto attraverso la propria esperienza ventennale nello studio dello stigma, della diversità, delle percezioni sociali e degli strumenti valutativi utili alla lettura dei fenomeni culturali e relazionali.

Un questionario nato dal confronto tra esperienze diverse

Il questionario rivolto agli stakeholder è il risultato di un processo di brainstorming internazionale tra le quattro organizzazioni partner del progetto. Ogni partner ha portato nel confronto il proprio punto di vista, maturato attraverso esperienze specifiche nei rispettivi contesti nazionali, educativi, sociali e istituzionali.

Il partner serbo, ROMAG, ha contribuito con una conoscenza diretta delle esigenze della popolazione Rom, portando l’attenzione sui bisogni concreti, sulle difficoltà educative, sulle condizioni sociali e sui percorsi di inclusione delle comunità Rom.

Il partner portoghese, Agrupamento de Escolas Martim de Freitas / AEMF, ha condiviso l’esperienza maturata nel contesto scolastico, con particolare riferimento al rapporto con gli studenti, alle dinamiche educative, ai processi di partecipazione e alle criticità che possono emergere nei percorsi formativi.

Il partner turco, T.C. Eskişehir Aile ve Sosyal Hizmetler İl Müdürlüğü, ha contribuito portando una riflessione sulle esperienze di vissuto traumatico, disagio relazionale e bullismo, temi già oggetto di un altro progetto Erasmus+ KA210 in corso, e particolarmente rilevanti quando si analizzano vulnerabilità, esclusione e difficoltà di accesso ai percorsi educativi.

Infine, Stigmamente ha messo a disposizione la propria esperienza ventennale nel campo degli strumenti psicometrici, valutativi e di analisi delle percezioni sociali collettive, con particolare attenzione al rapporto tra stigma, rappresentazioni sociali, comunicazione, diversità e inclusione.

Il percorso di costruzione condivisa

La costruzione del questionario non è avvenuta in modo isolato, ma attraverso un percorso progressivo di confronto tra i partner.

In una prima fase, ciascuna organizzazione ha elaborato dossier, riflessioni e proposte sulla base della propria esperienza e delle priorità individuate nel proprio contesto. Questi materiali hanno permesso di mettere a fuoco diversi aspetti del problema: i bisogni educativi degli adulti Rom, le difficoltà di accesso alla formazione, le barriere occupazionali, le esperienze scolastiche, le situazioni di vulnerabilità, il ruolo delle istituzioni e la presenza di stereotipi o percezioni sociali negative.

Successivamente, si è svolto un web meeting di discussione, durante il quale ogni partner ha presentato le proprie logiche di proposta, spiegando il senso delle domande suggerite, le motivazioni metodologiche e le priorità ritenute più importanti.

Dopo l’incontro, il lavoro è proseguito attraverso un approfondimento individuale dei dossier prodotti dai partner e uno scambio via e-mail, nel quale sono state discusse le diverse ipotesi di domande, con osservazioni, motivazioni a favore o contro, integrazioni e revisioni successive.

Questo metodo di lavoro ha permesso di costruire uno strumento non semplicemente sommatorio, ma realmente condiviso, capace di integrare prospettive differenti: quella comunitaria, quella scolastica, quella sociale, quella istituzionale e quella valutativa.


Perché studiare le percezioni sociali collettive

L’accesso all’educazione degli adulti non dipende soltanto dall’esistenza di corsi, servizi o opportunità formative. Dipende anche dal clima sociale e culturale in cui una comunità vive.

Le persone partecipano più facilmente a un percorso educativo quando si sentono riconosciute, accolte e rispettate. Al contrario, stereotipi, aspettative negative, distanza sociale, sfiducia verso le istituzioni e precedenti esperienze di esclusione possono diventare ostacoli invisibili ma molto concreti.

Per questo il questionario non chiede semplicemente di esprimere una opinione personale. Chiede piuttosto di osservare il proprio ambiente sociale e professionale:

Come parlano le persone intorno a noi?Quali rappresentazioni circolano nei contesti educativi, lavorativi e comunitari?Quali aggettivi vengono associati a determinate categorie sociali?Quanto le percezioni collettive possono influenzare l’accesso alla scuola, alla formazione e al lavoro?

Questa prospettiva permette di analizzare non solo il pregiudizio esplicito, ma anche le rappresentazioni implicite che orientano comportamenti, decisioni, aspettative e relazioni quotidiane.

Educazione degli adulti, lavoro e inclusione

Il questionario affronta diversi temi collegati tra loro:

  • educazione degli adulti;
  • abbandono scolastico e ripresa dei percorsi formativi;
  • accesso alla formazione professionale;
  • occupazione e competenze lavorative;
  • competenze digitali;
  • imprenditorialità;
  • barriere economiche e familiari;
  • fiducia nelle istituzioni;
  • discriminazione;
  • ruolo dei mediatori e delle organizzazioni Rom;
  • collaborazione tra enti pubblici, scuole, servizi e associazioni;
  • percezioni sociali e stereotipi.

Uno degli aspetti centrali del progetto è comprendere come gli adulti Rom possano essere sostenuti nei percorsi di educazione permanente, formazione, lavoro e partecipazione sociale.

In questa prospettiva, l’abbandono scolastico o la mancata partecipazione alla formazione non vengono letti soltanto come fallimenti individuali. Possono essere interpretati anche come il risultato di processi più ampi, in cui interagiscono famiglia, scuola, istituzioni, lavoro, comunità e società.

Uno strumento anonimo per raccogliere esperienze e indicazioni operative

Il questionario è anonimo e richiede pochi minuti per la compilazione.

Le risposte saranno analizzate in forma aggregata e potranno contribuire alla definizione di:

  • raccomandazioni educative;
  • strategie di inclusione;
  • strumenti di sensibilizzazione;
  • indicazioni operative per stakeholder e istituzioni;
  • azioni future rivolte all’educazione degli adulti Rom.

Il contributo degli stakeholder è fondamentale perché consente di raccogliere non solo opinioni, ma anche percezioni sul clima culturale e sociale dei diversi contesti territoriali. 

Comprendere come una comunità viene descritta, percepita e rappresentata è un primo passo per costruire interventi più efficaci, rispettosi e partecipativi.

 



 

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