Starace: il 30% delle malattie mentali potrebbe essere prevenuto, evitando la loro cronicizzazione


Manfredonia – PARLARE di disagio mentale attraverso l’arte, per far conoscere e comprendere tale tematica al grande pubblico, cercando di superare i pregiudizi, gli stereotipi e le conseguenti discriminazioni che spesso essa porta con sé. Questo il fine della 5° rassegna La Mente al Cinema, organizzata dall’associazione di promozione socialeStigmamente, con il patrocinio della cattedra di psichiatria dell’Università degli Studi di Foggia, svoltasi ieri presso il cineteatro San Michele.
“Fra il manifestarsi dei primi sintomi di disagio mentale e la decisione di parlarne con il medico in media intercorrono 5 anni di latenza” -ha esordito Luigi Starace, presidente di Stigmamente- “Nessuno sopporterebbe un qualsiasi dolore fisico per 5 anni senza parlarne, eppure se si riuscisse a parlarne, circa il 30% delle malattie mentali potrebbe essere prevenuto, evitando la loro cronicizzazione. Ciò significherebbe evitare un gran numero di ricoveri e TSO (trattamenti sanitari obbligatori) con un grande risparmio per il sistema sanitario nazionale.”
“In questo campo parlarne significa prevenire, invece tutto quello che non facciamo alimenta la discriminazione. Il disagio mentale-continua Starace- si appoggia sì ad una predisposizione biologica, ma anche a concause socio-economiche. La società è quindi chiamata a conoscere accogliere e aiutare i soggetti con disagio mentale e questa conoscenza deve iniziare fin dalla più tenera età, soprattutto nelle scuole, luoghi di formazione delle coscienze per antonomasia.
L’arte è senza dubbio il mezzo più immediato ed efficace per trasmettere conoscenze ed emozioni e La mente al cinema ha dato spazio non solo alla settima arte, ma anche alla musica e alla danza: i musicisti Luigia Ciociola e Matteo Grieco hanno interpretato il brano Sognando, storia di un disagio mentale scritta nel 1971 da Don Backy, più volte esclusa dal Festival di S. Remo per il tema “scomodo”, e portata al successo nel ’76 da Mina. Alcuni ragazzi della scuola di ballo My Dance si sono invece esibiti in una performance di teatro-danza sulle note di Ti regalerò una rosa di Simone Cristicchi, che nel 2007, a più di 30 anni da Sognando, ha vinto la kermesse sanremese trattando lo stesso scabroso argomento della malattia psichica.
Ad arricchire la matinèe anche la videointervista a Matteo Giordano, direttore del dipartimento di salute mentale dell’ASL di Foggia, che ha sottolineato l’importanza dell’educazione fra pari nella lotta contro il disagio psichico in generale e le dipendenze patologiche in generale.
Inoltre, lo scrittore Ferruccio Gemmellaro, fra i fondatori della corrente letteraria dell’omologismo è intervenuto sul rapporto fra follia e arte: esse spesso possono coabitare nello stesso soggetto, ma non sono affatto interdipendenti.
Il cuore pulsante della rassegna sono stati tuttavia i due cortometraggi proiettati: È nato scemo, per la regia del foggiano Guido di Paolo ed Il canto delle sirene, diretto da Donato Robustella, manfredoniano trapiantato a Roma, da 17 anni educatore presso i centri di salute mentale.
Il primo, finalista al festival del cinema europeo di Lecce, premiato al Cagnano Living Festival 2013 e al festival Cinemavvenire di Roma, solo per citare alcuni dei riconoscimenti, è stato finanziato con soli 1300 euro ottenuti col sistema del crowdsearching ed è stato girato interamente a Volturino. È una sorta di fiaba moderna in cui Antonio, un ragazzo con tendenze autistiche, che tutti considerano “nato scemo”, riesce attraverso dei percorsi alternativi, offerti dalla sua prospettiva diversa (ma non per questo sbagliata) sul mondo, a risollevare le sorti dei suoi familiari. Il “malato” diventa da oggetto da aiutare un soggetto aiutante, anzi un vero deus ex machina.
Il canto delle Sirene è invece un film-documentario, anch’esso pluripremiato a livello nazionale e internazionale, da Bolzano a Melbourne, incentrato su storie di persone che “sentono le voci”. Cristina e Glenda raccontano come e quando hanno iniziato a sentirle, i conflitti e la sofferenza ad esse legati e come alla fine hanno imparato a conviverci, trasformandole in una risorsa, come ha fatto Rufus May, psicologo e uditore di voci. Perché non sono le voci ad essere un problema, ma l’atteggiamento dell’uditore.
Fra le testimonianze anche quella di Laura, madre di un uditore che le voci rendevano violento, passata dal senso di colpa e frustrazione, legato ai problemi del figlio,ad avere con lui un rapporto positivo e costruttivo. Diventa fondamentale per questi soggetti essere visti non come malati da ricoverare e curare solo con i farmaci, ma come persone con dei disagi che devono esser prima di tutto ascoltate. Per fare tutto ciò è necessaria l’interazione fra le varie figure professionali che si occupano di salute mentale (psichiatri, psicologi, educatori) e di esse con il resto della società, formando una vera e propria rete.
C’è chi, come l’inglese Ron Coleman, anch’egli intervistato ne Il canto delle Sirene, auspica la morte della psichiatria degli ospedali e degli psicofarmaci. A suo dire la società dovrebbe chiedersi non cosa le persone con disagio mentale causano alla collettività, ma cosa fa la collettività per rendere tali queste persone.
La mente al cinema 2013 Ved , lavori premiati:
1) sezione documentario “Il canto delle Sirene di Donato ai Robustella”. “Un mini trattattato di psichiatria sociale”.
2) sezione cinema indipendenteE’ nato scemo di Guido di Paolo. “Per la capacità di trattare con leggerezza intelligente un argomento difficile come la discriminazione verso la malattia mentale”.
3) sezione medical humanites Sotto il cellophane di Marisa Vallone. “Per la ricchezza di sfumature riprodotte nella descrizione del microcosmo familiare”.
Ringraziamenti sono stati rivolti – dal direttore artistico della ‘Mente al Cinema’ Luigi Starace – a “Luigia Ciociola e Matteo Grieco “per l’intensa interpretazione del brano sognando”; alla scuola di danza MyDance di Rita Vaccarella per “la coreografia di dieci giovani ballerini su Ti regalerò una rosa”; a Ferruccio Gemmellaro “per le sue considerazioni dei folli”; al CineTeatro S.Michele e ai suo gestori e tecnici “per la paziente disponibilità accordata”; a Stato Quotidiano, “unica testata giornalistica presente” ed aitanti in sala, di cuore”.
Il bando della Vi edizione sarà promulgato a gennaio 2014.

Qui la video intervista
https://www.facebook.com/mindonscreen/videos/1426558020894382/

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)
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